News per tenervi aggiornati

Questa sezione ha lo scopo di raccontare il Progetto Fai la differenza, c'è... attraverso parole e immagini.

Il dibattito sul nucleare

Sostanzialmente il dibattito sull’energia nucleare come mezzo per produrre quella elettrica, non si è mai fermato. Negli ultimi anni però ha ripreso vigore con l’avvio dell’ormai noto processo strutturale della transizione ecologica, necessario per la trasformazione del vecchio modello socio-economico basato sullo sfruttamento dei combustibili fossili, in quello nuovo che utilizza fonti energetiche sostenibili. La grave crisi energetica mondiale degli ultimi anni, accentuata ulteriormente dall’attuale situazione di guerra tra la Russia e l’Ucraina, ha fatto tornare alla ribalta la questione delle centrali nucleari. Molti Paesi, anche europei, non hanno mai smesso di sfruttare questa fonte di energia. La Francia ad esempio, produce il 46% del suo fabbisogno energetico attraverso le proprie centrali nucleari. Non solo, una parte di quella che produce la vende ad altri Paesi tra i quali l’Italia. La Germania invece ha deciso di non puntare più sull’energia nucleare, e ha iniziato già da tempo un processo di spegnimento delle sue centrali. Non una vera e propria dismissione fisica, ma una messa in “stand by”. In Italia le centrali nucleari sono 4, ma non sono state più utilizzate dopo il referendum del 1987.

Pasolini e il potere che inganna il popolo

Nel 1973 in un articolo pubblicato sul Corriere Della Sera, Pier Paolo Pasolini denunciò con convinzione e fermezza le conseguenze sociali, culturali e morali, di quello che fu il rapido sviluppo economico che coinvolse il nostro Paese nel dopoguerra. Indubbiamente fu un vero e proprio momento di rinascita economica dopo la distruzione causata dalla seconda guerra mondiale, ma la forma di sviluppo che s’instaurò in Italia, che coinvolse in modo particolare il settore industriale a discapito di quello agricolo, causò secondo Pasolini una “omologazione distruttrice”. Questa malsana forma di sviluppo economico, provocò una vera e propria trasformazione del tessuto sociale, causando un esodo delle persone dalle campagne verso i grande centri abitati dove si trovavano le fabbriche, ma anche quello più epocale dal sud verso il nord. Il pensiero di Pier Paolo Pasolini si tradusse in parole scritte proprio in quell’articolo, poi seguito da “Progresso e sviluppo”, generando forti critiche nei suo confronti da parte di altri intellettuali ma soprattutto di alcune figure istituzionali.

L'inquinamento digitale

Il mondo è sempre più interconnesso digitalmente e internet è diventata ormai indispensabile nella vita di tutti. Se una volta veniva limitata a quella che poteva essere la sfera professionale, oggi è uno dei sistemi di comunicazione privata più utilizzati. Sentiamo inoltre sempre più spesso parlare di IoT (Internet of Things o Internet delle cose), ovvero l’applicazione di questa tecnologia negli oggetti della nostra vita quotidiana. Il futuro sembra proprio diretto verso una sempre più diffusa interconnessione digitale delle persone e delle cose. L’intelligenza artificiale è certamente una grande conquista tecnologica ma, come tutto ciò che viene creato dall’uomo, va saputa gestire per limitarne l’impatto ambientale. Ci si potrebbe chiedere come è possibile che, secondo alcuni studi, l’inquinamento digitale, sarebbe al quarto posto tra i responsabili di emissioni di CO2? Nei fatti e nei dati è così. Tutto ciò che riguarda l’interazione digitale tra esseri umani, contribuisce a recare dei danni all’ambiente.

Giornata mondiale del riciclo

E’ sempre il momento giusto per fare appello alla coscienza di tutti, quando si parla di salvaguardia dell’ambiente. Può sembrare una frase fatta, ma affermare che di Terra ce n’è una sola è un’evidente constatazione. Il 18 marzo è la Giornata Mondiale del Riciclo, una ricorrenza molto importante con la quale si vuole rimarcare, attraverso tante iniziative e informazione, il valore e l’importanza di quella che dovrebbe essere una sempre più diffusa pratica del riciclo dei rifiuti, mediante una corretta raccolta differenziata. Dare il proprio contributo facendo bene la raccolta differenziata, è indispensabile per far sì che si possa sviluppare un’economia circolare capace di valorizzare il nostro pianeta, tutelandone le risorse. La Giornata Mondiale del Riciclo è stata istituita nel 2018 dalla Global Recyclin Fundation, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini di tutto il mondo, sul tema della raccolta differenziata e del riciclo dei rifiuti che possono tornare a nuova vita.

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