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Questa sezione ha lo scopo di raccontare il Progetto Fai la differenza, c'è... attraverso parole e immagini.

Energia pulita accessibile a tutti

Proviate ad immaginare come sarebbe il mondo di oggi senza energia elettrica. Probabilmente si fermerebbe tutto perché ormai ogni attività professionale e quotidiana, non potrebbe essere svolte senza. Dagli elettrodomestici ai computer, dai cellulari alle auto, tutte le attività dell’uomo hanno praticamente bisogno di energia elettrica. Ma nonostante questa “dipendenza” energetica, ancora oggi 1,6 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso all’elettricità e 2,5 miliardi di persone dipendono dalla biomassa tradizionale come fonte di energia. Da questi numeri, si deducono due questioni importanti. La prima è che l’accesso all’energia elettrica deve essere ampliata anche a tutti coloro che non possono usufruirne, la seconda è che questa energia deve essere fornita in modo sostenibile e attraverso fonti rinnovabili. E’ esattamente quello che si prefigge l’obiettivo 7 dell’Agenda 2030: assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni. E’ quindi fondamentale che gli investimenti nell’energia vadano nella direzione della sostenibilità ambientale, e parallelamente all’ottimizzazione dell’efficienza e del risparmio energetico.

Il fenomeno del greenwashing

Viviamo ormai nell’epoca delle fake news, ed è sempre più complicato capire chi racconta la verità e chi invece no. Alla stessa stregua, è altrettanto difficile capire chi realmente ha a cuore la questione della sostenibilità, e chi invece vuole solo mostrarsi sensibile alle tematiche ambientali, ma poi fa tutt’altro che metterlo in pratica. Questo comportamento si definisce “greenwashing”, ed è molto più diffuso di quanto si possa credere. Il termine è di origine anglosassone, ed è una sincrasi tra le parole “green”, che appunto significa verde e rappresenta il colore dell’ecologismo, e “washing”, che significa lavare. Si sente sempre più parlare di sostenibilità e di sviluppo economico, perché attraversiamo la delicata fase delle transizione ecologica. Il modo di produrre, di vivere, di spostarsi, devono cambiare per forza di cose se non si vuole condannare il pianeta. Le persone stanno prendendo coscienza di questa situazione, e aumentano quelle che prendono a cuore le questioni ambientali. Per questo motivo molte aziende in ogni angolo del mondo, utilizzano il greenwashing; per darsi una credibilità ambientale, che però è solo una facciata per vendere.

Il Ministero della Transizione Ecologica

Quello della Transizione Ecologica, è un dicastero nato da pochissimo in Italia ma già presente in altri Paesi europei da qualche anno. E’ stato istituito con l’insediamento dell’ultimo governo Draghi ad inizio 2021. Prima di capire di cosa si occupa questo nuovo ministero e quali obiettivi si prefigge, ricordiamo qual è il significato di “Transizione Ecologica”. Con “Transizione Ecologica”, si intende il passaggio da un sistema produttivo intensivo e non sostenibile dal punto di vista dell’impiego delle risorse, a un modello che invece si basa sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Rappresenta quella svolta epocale che deve portarci verso la realizzazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, il programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità, sottoscritto dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Attraverso la Transizione Ecologica, si vuole contrastare il cambiamento climatico, la dipendenza energetica dai carburanti di origine fossile, le disuguaglianze sociali sempre più nette anche a causa della pandemia.

La temperatura globale da evitare + 2°C

La questione del cambiamento climatico è ormai uno degli argomenti più dibattuti in assoluto, un’emergenza planetaria che sembra inarrestabile. Nonostante l’impegno di 195 Paesi che nel settembre del 2015 hanno sottoscritto l’Accordo di Parigi con l’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2°C, quello a cui assistiamo ogni giorno a livello ambientale desta molta preoccupazione. Il 2020, secondo gli studi di scienziati ed esperti, è stato l’anno più caldo di sempre. Le restrizioni che si sono rese necessarie per limitare la diffusione del coronavirus, hanno da una parte ridotto notevolmente le attività produttive dell’uomo ma dall’altra, non è stato possibile vederne i benefici se non nel corso del lockdown durante i mesi di marzo e aprile del 2020. Il pianeta continua a surriscaldarsi, ed è quindi arrivato il momento di agire come mai prima di ora. Le conseguenze nel raggiungere quell’infausto traguardo di + 2°C, sarebbero devastanti per l’ambiente e per l’uomo. Il riscaldamento globale, è in gran parte causato dall’alta concentrazione di anidride carbonica nell’aria prodotta dalla liberazione di CO2 fossile.

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