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Questa sezione ha lo scopo di raccontare il Progetto Fai la differenza, c'è... attraverso parole e immagini.
Torna anche nel 2022 il Festival della Sostenibilità, il grande contenitore di eventi di Fai la differenza, c’è… il Festival della Sostenibilità, concepiti per invitare il pubblico all’acquisizione di una reale consapevolezza ecologica, attraverso la quale intraprendere un’efficace tutela dell’ambiente, unendo insieme la cultura del “fare insieme” a quella della sostenibilità.
Saranno davvero tante le iniziative dell’edizione 2022 del Festival della Sostenibilità: installazioni e opere innovative di Urban Art; spettacoli musicali con band emergenti che hanno sposato i canoni della sostenibilità; e ancora arte attraverso il riciclo, il recupero e il riuso; la nuova edizione di Contesteco, il contest d’arte e design sostenibile che quest’anno omaggia il Maestro Pier Paolo Pasolini nel centenario della sua nascita.
Il cinema è una delle forme d’arte più emozionanti e coinvolgenti, capace di far divertire il pubblico ma anche di aiutarlo a riflettere su tante tematiche. Le questioni legati alla sostenibilità e all’ambiente sono sicuramente sempre più al centro dell’attenzione anche nell’ambito dell’arte cinematografica, con un contributo assai importante alla diffusione e alla comprensione degli obiettivi dell’Agenda 2030. Non solo attraverso dei film ma anche dei documentari e cortometraggi, il mondo della celluloide si sta mobilitando per avvicinare le persone alle tante problematiche che stanno affliggendo il nostro pianeta: l’inquinamento, i cambiamenti climatici e le migrazioni da essi causati, l’impatto ambientale delle attività umane e altro ancora. Se sei un appassionato di cinema e di documentari, ma hai anche a cuore l’ambiente e la sostenibilità in tutte le sue forme, ecco 6 titoli da non perdere e che consigliamo.
Il 22 aprile è il giorno dedicato alla celebrazione della Giornata Mondiale della Terra o Earth Day. Può essere considerato il più grande evento di sensibilizzazione alla tutela del pianeta, l’occasione in cui i cittadini di tutto il mondo si uniscono per rimarcare la necessità di salvaguardare e difendere le risorse naturali della Terra, oltre che a valutare la situazione delle tante problematiche che la affliggono: dai cambiamenti climatici all’inquinamento dell’aria, dalla distruzione degli ecosistemi all’estinzione di animali e piante, all’esaurimento delle risorse non rinnovabili. Ma a questi si aggiunge ormai anche l’epocale dramma dei migranti ambientali, ovvero coloro che lasciano le proprie terre ormai non più capaci di fornirgli le necessarie risorse per vivere, a causa dei sempre più devastanti cambiamenti climatici, le alluvioni, le guerre e lo sfruttamento del suolo da parte dell’uomo. L’dea di istituire questa importante giornata, risale alla fine degli anni ’60 per volontà del senatore americano Gaylord Nelson, che voleva portare all’attenzione del pubblico, ma anche delle istituzioni, le importanti questioni ambientali.
I numeri parlano chiaro. Nel mondo ci sono ancora quasi 760 milioni di persone che non hanno alcun accesso all’energia elettrica. Praticamente come se un’area popolata come l’Europa fosse completamente senza corrente. Anche nell’ambito dell’energia elettrica, c’è quindi uno squilibrio più che evidente. Nei Paesi sviluppati se ne fa un uso anche troppo eccessivo, in quelli in via di sviluppo invece, è praticamente assente. L’obiettivo 7 dell’Agenda 2030, il programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità, ha come traguardo quello di assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni. La nuova crisi energetica, ulteriormente aggravata dalla delicata situazione che si è venuta a verificare in Ucraina, sta certamente condizionando il già complesso percorso dell’Agenda 2030. Gas e Nucleare sono state da poco confermate nella tassonomia UE, come fonti utili per la transizione ecologica e nello specifico energetica, aprendo un accesso dibattito. In molti Paesi inoltre, già si parla di incrementare l’uso del carbone per sopperire all’eventuale diminuzione di produzione di energia elettrica prodotta grazie al gas della Russia. Non sono buone notizie se pensiamo alla questione dell’accesso equo all’energia.



