INSARMARE

L'esposizione fotografica INSARMARE di Martina Figoli sarà visibile:

dal 25 Agosto al 15 Ottobre 2025
presso il Centro Commerciale DOMUS
Via Vittorio Ragusa, 120 - Municipio Roma VII

Il mare può essere superficie e profondità, ma anche potenza, dolcezza, consistenza quando ci immergiamo, inconsistenza quando cerchiamo di toccarlo". Gli abissi e la superficie, la grandezza e la potenza delle onde, l'immensità e l'impenetrabilità rendono il mare uno degli elementi più straordinari che conosciamo; chissà se proprio questo cattura l'anima del pescatore che con la fatica, il coraggio e l'amore dà senso e dimensione umana ad un lavoro che affonda le sue radici nella notte dei tempi.

Martina Figoli ha scoperto nel pescatore un uomo capace di estrema saggezza, disponibile ad aprirsi per metterla a disposizione, come un custode dei segreti del mare consapevole che per preservarli bisogna svelarli e trasmetterli a chi ne accetta il fascino e la fatica.

Ha cercato nel suo piccolo di raccontare in una personale le storie di alcuni pescatori di Anzio, che hanno fatto del porto e del mare la loro fissa dimora.

Un confronto impari, quotidianamente vinto da chi ha imparato a pescare e navigare negli anni in cui ancora non esistevano le moderne tecnologie, che ancora oggi non sbaglia neppure laddove le strumentazioni più sofisticate possono commettere errori. La conoscenza del mare va oltre ogni computer, diventa empatia, sintonia, comprensione, condivisione, sapienza.

E questa consapevolezza si scontra con i segni che la natura infligge: il volto solcato dal vento, il sale della salsedine che segna le mani, la pelle sempre abbronzata che lascia spazio ad un'espressività marcata da piaghe decise.
Martina ha avuto la possibilità e l'interesse di conoscere alcuni di loro, ci ha parlato, ha ascoltato le loro storie, è rimasta a guardare il loro lavoro, in silenzio, quasi le stessero svelando un segreto.

Quel segreto ha dato nome al suo lavoro: "Insarmare". Un termine che nel gergo dei pescatori indica la raccolta delle reti da pesca.

Momenti come questo – dice Martina – mi hanno rivelato, con piccoli gesti e parole, il loro mondo. Ho carpito la pazienza, la dedizione nel sistemare le reti squarciate, gli odori del pesce usato come esca e l'abitudine a questi, la dedizione nell'insegnare ai bambini i nomi dei pesci e l'umiltà nel concedere la propria conoscenza, anche solo per pochi minuti, a un'estranea curiosa.

Guarda il video

 

 

Interviste marinai

Il nonno bombarolo (Vincenzo)

La pesca con la lampara

La secca di costaguti

La tempesta

L'asta di una volta

Uscita dal porto di anzio

Er pesce de scesa

Alacci, cavalli, palamidi... ricciole...

Dopo la pesca si mangia e si beve

Gli strumenti di navigazione

La Fotografa Martina Figoli ci dice...
Mi sono avvicinata alla fotografia inizialmente con il desiderio di imprimere nella memoria i ricordi di un momento importante della vita, oppure documentare un viaggio, un po' come avviene per tutti coloro che amatorialmente si comprano una compattina con questi obiettivi. Nel tempo il rapporto tra me e la macchina fotografica è cambiato, l'esperienza che acquisisco quotidianamente mi mette in contatto con la consapevolezza che a noi fotografi è dato un potere importante. Come diceva la scrittrice ed intellettuale statunitense, Susan Sontag, "con la nostra macchina possiamo decidere se interferire, invadere o ignorare quello che accade intorno a noi"; ci guida la nostra capacità professionale ma anche il progetto che seguiamo e non ultima la nostra capacità umana ed artistica".
Nella società attuale è difficile sapersi orientare. "Viviamo in un mondo in cui siamo bombardati d'immagini capaci di condizionare il nostro stile di vita, e la percezione della realtà, che può risultare anestetizzata oppure amplificata. Fotografare, per me, significa partecipare quotidianamente alla rappresentazione della realtà, nella consapevolezza, ma anche con la frustrazione, di contribuire a questo bombardamento. Ad oggi mi sembra che tutto esiste per finire in una fotografia". Un modo "superiore" di comunicare. "Quando le persone non riescono ad esprimere con chiarezza ciò che si vuole manifestare, oppure semplicemente non ci sono parole, l'immagine può avere la forza di tutte le parole del mondo e riuscire ad arrivare fino all'anima. Fotografare è comunicare, ed io sento che in un mondo troppo rumoroso, solo l'immagine è capace di parlare nel silenzio, far crescere la riflessione e la ricerca interiore. Il legame che instauro con il soggetto fotografato è fondamentale per una buona riuscita del lavoro, nella convinzione che entrare, con prudenza e rispetto, nel mondo dell'altro, conoscerne le abitudini, gli usi, le tradizioni, rappresenta quel valore aggiunto che gli conferisce il valore dell'unicità".

Management Creare e Comunicare | Coding Digitest.net

Package Mercury - Ver. 1.0.3


Questo sito utilizza Cookies per il suo funzionamento.Clicca qui per maggiori informazioni.