In Italia la rete antiviolenza è composta da un insieme articolato di centri, associazioni e servizi pubblici che operano quotidianamente per sostenere le donne che subiscono violenza. Questa rete ha un obiettivo preciso: garantire ascolto, protezione e percorsi di uscita dalla violenza, in modo gratuito, riservato e accessibile. Conoscerla significa sapere che non si è sole e che esistono punti di riferimento concreti a cui rivolgersi in qualsiasi momento. Scopri di più nell’articolo di Fai la Differenza, c’è… Alla Ricerca della Sostenibilità - Il Festival, che per l’edizione 2026 ha come concept “Arte, Voci e Visioni per la Parità di Genere”.
Quali sono le principali reti antiviolenza in Italia
- D.i.Re - Donne in rete contro la violenza
È la più ampia rete nazionale di centri antiviolenza gestiti da donne. Nata nel 2008, riunisce oltre 100 organizzazioni distribuite sul territorio e rappresenta il principale punto di raccordo tra i servizi italiani e la rete europea WAVE - Women Against Violence Europe, che collega migliaia di centri antiviolenza in diversi Paesi. - Telefono Rosa
Attiva dal 1988, è una delle realtà storiche italiane impegnate nel contrasto alla violenza di genere. Opera attraverso una rete nazionale di sportelli, centri antiviolenza, case rifugio e strutture di semi-autonomia, offrendo supporto psicologico, legale e sociale. - CADMI - Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate
Fondato a Milano nel 1986, è il primo centro antiviolenza nato in Italia. Ha avuto un ruolo pionieristico nello sviluppo del modello di accoglienza femminista ed è tra le realtà fondatrici della rete D.i.Re.
Quanti centri antiviolenza ci sono in Italia
Secondo i dati ISTAT disponibili più recenti, in Italia sono attivi circa 409 centri antiviolenza. La distribuzione territoriale non è uniforme:
- Nord Italia: 37,2%;
- Sud Italia: 30,6%;
- Centro Italia: 21%;
- Isole: 11,2%.
Il rapporto D.i.Re 2024 evidenzia inoltre che i centri della rete hanno seguito oltre 23.000 donne in un anno, con un aumento rispetto al periodo precedente. Un dato che conferma sia la crescente fiducia nei servizi sia la persistenza del fenomeno della violenza sulle donne. È disponibile infine una mappatura ufficiale delle strutture dislocate sul territorio italiano. Puoi consultarla qui.
Come funziona un Centro Antiviolenza (CAV)
I Centri Antiviolenza rappresentano il primo punto di contatto per chi vive situazioni di violenza fisica, psicologica, sessuale o economica.
- Accesso libero e senza barriere
I Centri Antiviolenza sono pensati per essere luoghi facilmente accessibili. L’ingresso ai servizi è completamente gratuito e non è necessario aver sporto denuncia né presentare documenti o requisiti particolari. L’accesso può avvenire in modo semplice, sia telefonicamente sia recandosi direttamente presso la struttura. - Ascolto e prima accoglienza
Il primo incontro è dedicato all’ascolto della situazione personale e avviene con operatrici formate specificamente sul tema della violenza di genere. Non si tratta di un momento formale o giudicante, ma di uno spazio protetto in cui la donna può raccontare la propria esperienza e iniziare a definire i bisogni e le priorità, senza pressioni e rispettando i propri tempi. - Intervento e protezione in situazioni di rischio
Quando la situazione lo richiede e sussiste un pericolo immediato, il Centro può attivare misure di protezione urgenti, come l’inserimento in una casa rifugio. Si tratta di strutture sicure e riservate, pensate per garantire l’incolumità delle donne e, quando presenti, dei loro figli, mantenendo sempre il massimo livello di riservatezza. - Un sostegno costruito su misura
Ogni percorso è unico e non segue tempistiche prestabilite. Il supporto viene adattato alle esigenze della persona e può includere diversi tipi di intervento: sostegno psicologico, consulenza legale, orientamento professionale e accompagnamento verso l’autonomia e il reinserimento sociale. Il ritmo del percorso è definito dalla donna stessa, senza obblighi o scadenze.
Per chi ha bisogno di aiuto o informazioni è attivo 24 ore su 24 il numero nazionale antiviolenza e stalking 1522, gratuito e accessibile anche via chat. È il primo strumento di orientamento per essere indirizzate al centro antiviolenza più vicino.
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Il progetto è promosso da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura, vincitore dell’Avviso pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.